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Schilpario – Vivione – Passo del Gatto – Laghetti del Veneroccolo – Schilpario

Schilpario – Vivione – Passo del Gatto – Laghetti del Veneroccolo – Schilpario

 

Val di Scalve 10:

Schilpario – Vivione – Passo del Gatto – Laghetti del Veneroccolo – Schilpario

Lunghezza: Km  32– Tempo:  6.00 h — Difficoltà:OC/EC —  Asfalto:  35% —  Dislivello positivo approssimato: 1400m.

Periodo consigliato:Giugno – Ottobre– Ciclabilità:   (65% in salita )  (75 % in discesa )–  Traccia  GPS : SI

Quota minima m. 1067  —  Quota max. 2425 —  MTB consigliata:    FULL

Testato e collaudato da:  Gian Pietro M. – Nicola T.- Riccardo P. – Alex B.

Giudizio: Buono:   Portiamo sempre con noi … PRUDENZA, EDUCAZIONE, RISPETTO E CORTESIA         Fare attenzione alle deviazioni evidenziate. Valutare bene le condizioni meteo prima di partire.

Il punto di partenza è il Piazzale degli Alpini a Schilpario. Cominciamo questo percorso mantenendoci sulla lunga ma tranquilla salita di 12 km fino a raggiungere il Passo del Vivione. Raggiunto il Passo e dopo aver scattato una fotografia di ricordo, prendiamo a SX lo sterrato che aggira lo stagno e seguiamo le indicazioni del sentiero CAI 416 per il Passo del Gatto e Rif. Tagliaferri. Dopo un breve tratto di sterrato in piano, guadiamo un torrente ed al primo bivio manteniamo la DX sul segnavia CAI che incomincia a salire e lo seguiamo fedelmente. Da questo punto comincia il tratto più impegnativo che per circa due ore, fino al Passo del Gatto, ci obbliga a frequenti cambi d’assetto spinta/pedalata costringendoci in alcuni casi al trasporto a spalla della nostra MTB, soprattutto nella seconda ora di salita. Questo tratto è caratterizzato da numerose sorgenti e venute d’acqua, tanto da formare nella parte bassa della conca di Val Bona l’omonimo laghetto dalla caratteristica forma a cuore. La forte presenza di acqua ci consente di procedere con una scorta minima di liquidi nello zaino, ottimizzando il carico in spalla. Oltrepassato il lago, il salto di quota sul percorso è rapido, questo offre panorami da brivido ma ci obbliga a innalzare il grado d’attenzione e prudenza durante la salita. Nella parte più alta, fino al passo del Gatto a quota 2415, l’aria si fa più rarefatta ma le pendenze diminuiscono di nuovo concedendo ai più tenaci qualche decisa pedalata. La presenza di acqua abbondante, una buona esposizione e le chiazze erbose sul percorso sono habitat perfetto per le vipere, PRESTARE ATTENZIONE!!. Dal Passo del Gatto, dopo esserci rifocillati e immortalati con scatti indimenticabili, proseguiamo prestando attenzione al sentiero in discesa, fino a giungere ai laghetti di San Carlo che offrono un’altro spettacolare panorama. Dopo un breve tratto in discesa la quota riprenderà a salire obbligandoci di nuovo a spingere la nostra MTB. Giunti in sommità alla salita, ATTENZIONE ALLA DEVIAZIONE SUCESSIVA Proseguiamo a SX seguendo le indicazioni per Schilpario e Vò CAI 414 (Fuori traccia, a DX per 100 metri si giunge al Passo del Veneroccolo, punto d’arrivo della ciclabile d’alta quota proveniente dall’Aprica). Mantenendo lo sguardo a destra, s’intravedono i laghetti del Veneroccolo, quanto di più bello possa offrirci la natura lungo questo itinerario, luogo perfetto per un’ulteriore sosta. Riprendiamo a seguire fedelmente il sentiero CAI 414 che ci impegnerà in una lunga e tecnica discesa attraversando un torrente ed in caso di pioggia una serie di guadi. Il sentiero più a valle diventerà strada sterrata fino a incrociare sul fondovalle il percorso pianeggiante che a destra porta alle cascate del Vò.  Proseguiamo a SX, lungo la strada che diventa asfaltata fino allo stop. Andiamo a SX, seguiamo la salita d’asfalto e ci portiamo verso Schilpario passando per il centro. Arrivati alla Piazza centrale, teniamo la DX in via Padre Maj fino allo stop. Andiamo a DX, dopo pochi metri si svolta a SX e ci riportiamo al punto di partenza.

 

 

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