Santuario della Madonnina

Un po’ di storia

Un povero pastore di Borno, Bartolomeo Burat, era giunto faticosamente con il suo gregge in Val di Scalve. Il povero uomo, ammalato di tubercolosi, la mattina del 2 luglio 1654 si era spinto, camminando faticosamente, sino al Dezzo, in località Fontane, dove si trovavano una sorgente e una piccola cappella del ‘400 dedicata alla Madonna. Mentre le pecore si abbeveravano, il pastore fissò l’immagine della Vergine pregando e cercando la forza per continuare. Fu colpito da un forte attacco tanto che credette di morire. Improvvisamente apparve, avvolta da una forte luce, una maestosa Signora che, immersa la mano nella fontana, toccò la fronte di Bartolomeo e scomparve. Il pastore si sentì subito perfettamente guarito e per la gioia gridò al miracolo.

La notizia dell’apparizione prodigiosa si sparse velocemente.

I pellegrini vennero alla cappella da ogni parte per pregare e chiedere grazie. In pochi anni la devozione alla Madonnina delle fontane aumentò così come le elemosine e le offerte che permisero la costruzione del Santuario.

Alla Madonnina delle Fontane viene attribuito anche il merito di aver messo la parola fine alla terribile lite tra la gli Scalvini e i Bornesi per la determinazione dei confini dei reciprochi possedimenti che durava da circa 600 anni. Infatti il 15 marzo 1682 fu siglato un accordo di pace davanti alla cappella della Madonnina.

La prima memoria scritta della costruzione del Santuario risale nel 1700 circa.

Nel 1750 Dezzo venne nominata parrocchia a se stante ma la parrocchia di Colere chiese e conservò il Santuario della Madonnina.

Nel 1840 gli abitanti di Colere costruiscono l’altare maggiore in marmo in segno di gratitudine per avere arrestato la “febbre maligna” che tante vittime aveva fatto in quel periodo. Sempre in questa occasione, sempre i Coleresi, fecero il voto di festeggiare ogni anno il 02 luglio l’anniversario dell’apparizione….tradizione che dura ancora oggi, tanto da essere considerato il giorno più importante dell’anno dall’intero paese.

Nel 1865 il Santuario fu ingrandito per far spazio al sempre maggior numero di fedeli e nel 1873 fu costruita lì accanto una casa per i pellegrini.

Dal 1910 al 1912 il Santuario fu decorato, arredato e definitivamente sistemato.

Il primo dicembre 1923 il Santuario fu completamente travolto e distrutto dall’onda d’acqua che si era riversata nel fondo valle dal cedimento improvviso della diga del Gleno.

Quello fu sicuramente uno dei giorni più infelici della storia dell’intera Valle di Scalve, infatti la massa d’acqua travolse tutto quello che incontrò sul suo cammino lasciando dietro di sé distruzione e morte fino a Darfo Boario Terme.

Nella primavera del 1927, grazie anche alla grande determinazione della popolazione Colerese che si impose anche un’autotassazione per raccogliere i fondi necessari, cominciarono i lavori di ricostruzione del nuovo Santuario, simile a quello andato distrutto. L’intera popolazione fu coinvolta nei lavori anche donne e bambini. L’08 dicembre 1927 si celebrò la prima messa. Negli anni a seguire la costruzione fu completa e venne costruito un porticato, una nuova casa per i pellegrini e venne riscoperta l’antica fonte.

Nel 1950 il Santuario si arricchisce di un nuovo campanile.

Nel 1954, terzo centenario dall’apparizione, i Coleresi e tutti gli abitanti della Valle donarono alla statua della Beata Vergine Maria una corona d’oro che si può ammirare ancora oggi. Sempre per lo stesso anniversario il campanile fu finalmente dotato di tre campane.

Chi visita oggi il Santuario può bere l’acqua della fonte miracolosa scendendo una ventina di metri verso il letto del fiume dove è stato ricreato l’ambiente originale il più fedelmente possibile.

 

Come arrivare
Percorrendo la strada provinciale n° 294 (da Boario Terme in direzione Schilpario), presso località Dezzo, proseguire direzione Schilpario per raggiungere il santuario dopo pochi minuti. Percorrendo la strada provinciale n° 671 (da Clusone in direzione Passo della Presolana-Schilpario), dopo 5 km dal passo, tenere la destra e continuare fino a Dezzo di Scalve, proseguire direzione Schilpario per giungere al santuario dopo pochi minuti.

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